"esplorare"

- Lumen Fidei 36 -

 

"stupirsi"

- Evangelii Gaudium 11 -





D I S P O S I Z I O N E   A L   M O N T E

- il grafico del sentiero mistico -




- M I S U R A   A L T A   E   T O T A L I Z Z A N T E -


 1.    Nel grafico, "che è la figura" (1S 13,10) del Monte di perfezione (Mp), disegnato da San Giovanni della Croce, è essenziale la misura alta, totalizzante, del sentiero del "nulla", che facendosi sempre più stretto e ripido, sale verso la cima totalizzante dell’unione con Dio, il "tutto":

  • "Giovanni della Croce univa all’intuizione poetica e all’invenzione verbale un gusto tardo-scolastico per lo schema e per la minuziosa distinzione analitica. Così alla poesia della Notte Oscura abbinò un celebre schizzo del monte di perfezione e del sentiero che conduce alla vetta. Leggendo il libro di Giovanni Ballini, si ha l’impressione che egli si rifaccia soprattutto a questa seconda vena del santo". [*]

Il Dottore Mistico stesso afferma che questa "figura sta al principio" (1S 13,10) del libro della Salita del Monte Carmelo. Spirito di artista quale era, non disdegnò di fare un grafico, un disegno, una figura che tracciasse le linee essenziali del suo mistico tutto e nulla.

 

2.   Anche il grafico del sentiero mistico da noi disegnato, seguendo e inseguendo quello di San Giovanni della Croce, sale in alto nella logica del "sentiero del Monte Carmelo" (Mp).

Questo grafico, che rende visibile il sentiero mistico, vuole essere una preparazione, una disposizione alla "dottrina" (S, prologo 9), sintetizzata nei versi scritti dal nostro Santo Padre Giovanni alla base del grafico da lui disegnato per coloro che hanno ricevuto da Dio la grazia di esser stati posti "sul sentiero che conduce alla vetta del monte" (S, prologo 9).

 

 

- la verticale del tracciato

 

1.   Si può notare, infatti, che la dottrina del tutto-nulla è posta al vertice del nostro sentiero mistico, mentre nel disegno del "Monte di perfezione" (1S 7,3) è piuttosto alla base. Ecco perché si parla del sentiero mistico come sentiero dispositivo; questo infatti conduce, insegue e si collega al dittico Salita-Notte. L'indole teologico/dinamica che sottostà al nostro grafico con andamento elicoidale del sentiero mistico viene spiegata nel modo seguente.

 

2.   Partendo dal primo nodo teologico, relativo alla teologia mistica, intuitivamediante i tre termini a esso collegati: notte, infusione, contemplazione infusa; il ricercatore di Dio si inoltra, "in una notte oscura" (N poesia), verso il secondo nodo teologico: relativo alla dinamica mistica, orientativa, composta da altri tre termini tra loro in relazione: pedagogia divina, attraversamento teologale, progresso/ricercatore di Dio.

Muovendosi in relazione dinamica su questo nodo esistenziale - drammatico e magnifico, dove meraviglie e orrori si alternano - il ricercatore di Dio ritorna sullo stesso orientamento del punto di partenza, per ritrovarsi nelle nuove dimensioni in atto teologale, mistica in evoluzione, esplorativa, mediante l’esperienza di echi trascendenti nascosti nei tre punti: tutto-nulla, spiritualità mirata, attitudine teologale ai nulla; attualizzazione della teologia mistica relativa al punto di partenza del nodo.

Come si può notare, il passaggio e il collegamento da un nodo all’altro avviene sempre sullo stesso orientamento elicoidale e in modo graduale, "al passo dell’anima, a poco a poco" (CB 23,6), afferma il Dottore Mistico.

 

A questo proposito va ricordato che il moto obliquo si ritrova in Clemente Alessandrino il quale equipara l’ascendere spirituale a Dio al “rigiro che va, in vero ritorno ascensivo, a Colui che è” (Stromati, V, 14). Così pure in Dionigi Aeropagita (De Divinis Nominibus, IV) e Tommaso D'Aquino (Summa Teologiae, II-II, q. 180).

 

Visto in struttura schematica lineare, il nostro sentiero sanjuanista "si inerpica sul Monte" (P. Saverio Cannistrà, Recensione), in continuità con la tradizione spirituale cristiana di Clemente Alessandrino, Dionigi Aeropagita, Tommaso D'Aquino:

  • Teologia mistica, intuitiva (A):

                                  - «salir en la noche» (2N 24,4)          [N] 

                                  - «pasar por la noche» (S arg)            [S]

 

Base dottrinale: la natura del sentiero mistico nei tre termini della ricerca: «noche»; «infusión»«contemplación».

  • Dinamica mistica, orientativa (B) 

                                   - «senda del alto Monte» (2S 7,3)     [S] 
                                   - «subir y bajar» (2N 18,3)                [N]

 

Sviluppo esistenziale: la dinamica mistica del sentiero mistico nei tre elementi che delineano la traccia: pedagogia di Dio«senda»ricercatore di Dio.

  • Mistica in evoluzione, esplorativa (A')

                                  - «nuevos caminos» (2N 16,8)          [N] 
                                  - «no tiene modo» (2S 4,5)                [S]

 

In atto teologale: il culto nello spirito che si va realizzando, di grado in grado, come nuove dimensioni, attraverso tre criteri esplorativi in reciproca relazione: «todo y nada»coordinata spiritualitàattitudine teologale ai «nada».

 

    

Conclusione del discorso circa la nostra "figura"

 

Tutto-nulla, spiritualità mirata, attitudine ai nulla, come punto di congiunzione fra il sentiero mistico e "il sentiero del Monte di perfezione" (1S 7,3).

In particolare, la congiunzione del sentiero mistico da noi disegnato con il sentiero del Monte disegnato da San Giovanni della Croce si intravede nell’attitudine teologale ai nulla; qui vi è l’aggancio con la famosa scala dalla musica silenziosa, la «musica callada» (CB strofa 15) dei sette «nada» del grafico, "che è la figura" (1S 13,10).

In questo punto di congiunzione il nostro ricercatore di Dio, l'explorer già sta ben disposto: "spirito puro ben disposto verso Dio" (CB 1,22), ma qui si è già nella mistica "notte oscura" (N poesia), non più nella "figura" (1S 13,10).

 

Dopo quanto è stato riferito nel grafico viene spontaneo vedere il sentiero mistico tracciato in queste pagine come una preparazione, una disposizione, un primo avvio introduttivo al mirabile dittico Salita del Monte Carmelo-Notte Oscura, "grave parola e dottrina" (1N 13,3) del Doctor Mysticus., "misura alta" (Giovanni Paolo II) e "totalizzante" (Benedetto XVI) per i figli della Chiesa nel nuovo millennio. 

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[*SAVERIO CANNISTRA’, “Camminare sui sentieri della mistica”. Recensione, in Toscana-Oggi, Settimanale Cattolico delle Diocesi della Toscana, 11 Gennaio 2009.

 

GIOVANNI BALLINI, Il sentiero mistico di Giovanni della Croce. Mistica esplorativa nel nuovo millennio. Istituto di Spiritualità Santa Teresa di Gesù Bambino (Pisa), Edizioni Nerbini Firenze 2008; ID., San Juan de la Cruz, buscador de Dios en el nuevo milenio, in Monte Carmelo 3/2010, Revista de Estudios Carmelitanos, Burgos 2010, 485-520.

 

 


R I F L E S S O


Come un riflesso su specchio d’acqua, l’attenzione è stata posta, capovolgendo la prospettiva, non solo sulla ‘noche oscura’ che guida nella ‘senda oscura alla “alta unión con Dios” (N, prologo); ma anche, e con maggiore intensità, sulla ‘senda oscura’ che guida - en una noche oscura - verso nuove dimensioni della vita nello spirito, por “nuevos caminos no sabidos ni experimentados” (2N 16,8) dal ricercatore di Dio: la “unión con Dios” (N, prologo). 


Vale a dire: posti di fronte alla fonte, allo specchio, alla «cristalina fuente» dei contenuti oggettivi della fede ossia, posti di fronte all’intelligenza della fede contenuta nella ‘Noche Oscura’, il dittico Salita-Notte, la riflessione teologica intravede i “sembianti inargentati” di quella fede nella ‘Senda Oscura’, il Sentiero mistico. 

 



- disegno del Monte -

- grafico del Sentiero -