"esplorare"

- Lumen Fidei 36 -

 

"stupirsi"

- Evangelii Gaudium 11 -




I L   M O N T E   C A R M E L O


- il disegno tracciato da San Giovanni della Croce -

L' U O M O   C A P A C E   D I   D I O


Per quel desiderio di Assoluto, di Dio, che l'uomo porta inscritto nel suo cuore, "perchè creato da Dio e per Dio" (Catechismo Chiesa Cattolica 27), l'uomo si sente sospinto liberamente a ricercare Dio. L'uomo, infatti capisce ben presto che se si volge alle creature e alle cose si abbassa al loro livello, al loro nulla.

Questo esprime il grafico del Monte di perfezione disegnato da San Giovanni della Croce per Sr. Maddalena dello Spirito Santo, del monastero di Beas che afferma: “lì compose il Monte e ce ne fece uno per ciascuna di sua mano per il breviario, anche se poi aggiunse e cambiò alcune cose”.

 

Nel grafico è dominante il sentiero del “nulla”, che facendosi sempre più stretto e ripido, sale verso la cima vasta e verdeggiante dell’unione con Dio, il “Tutto”.

Nella Salita il Santo richiama varie volte il disegno del Monte (cf 1S 13,10; 2S 8,7; ecc.).


Soltanto nel 1912 fu trovata una copia notarile in un manoscritto della Biblioteca Nazionale di Madrid (Ms. 6296) del disegno eseguito per Sr. Maddalena. È quello riportato nella edizione italiana delle Opere nella versione del P. Ferdinando (Ed. O.C.D., Roma 1963). Nell’edizione principe del 1618 invece appare un disegno firmato da Diego Astor che, più o meno elaborato, compare in tutte o quasi le edizioni spagnole e straniere degli scritti di S. Giovanni della Croce pubblicati sino al 1912.

La copia notarile misura 255 x 185 mm. Alla base del Monte è stesa la dichiarazione notarile. Siamo certamente davanti ad una copia fedele di quel Monte  che il Santo disegnò per le sue figlie spirituali del Carmelo di Beas e che queste conservavano nel breviario, come ammaestramento e come ricordo del Padre delle loro anime.

 

Osservando il Monte quale viene raffigurato dal Ms. 6296, di accertata somiglianza con quello delineato dal Santo, possiamo notare subito che di Monte non ha nulla, né pendici né cima. Una circonferenza molto imperfetta, quasi ovale, con molte parole inscritte in varie direzioni.

Nella circonferenza altre linee si insinuano verticalmente, di cui le due più alte immettono in una più piccola circonferenza tracciata da un giro di parole e inscritta nella prima più grande. In alto sulla circonferenza esterna è scritto: “Monte Carmelo”.


Il Monte di San Giovanni della Croce è tutto qui: parole e linee. Più che un monte il Santo ha voluto raffigurare la spianata del monte, l’altipiano circolare, e la ripida salita che all’altipiano conduce, mediante le linee verticali che dall’esterno salgono fin quasi al centro della circonferenza. 

 

Così nel Monte possiamo distinguere due parti:

  • la parte inferiore o la salita, l'ascesa 
  • e parte superiore o altipiano

 

- l'ascesa

 

Tre coppie di parallele partono dalla base del disegno e si protendono in alto verso la cima della circonferenza. Stanno ad indicare tre sentieri.

 

Nel sentiero di destra e in quello di sinistra è scritto “camino de spu de imperfección”; in quello di mezzo invece, che più degli altri si spinge verso il centro, è scritto: “senda del Monte Carmelo espíritu de perfección”.

Continuando a salire lungo i tre sentieri, nel sentiero di mezzo è scritta successivamente per sei volte la parola “nada”, nulla, e corrispondente ad ogni “nada”, negli intervalli che separano il sentiero di mezzo dai due laterali, è scritto, a destra “ni eso”, a sinistra “ni esotro”, né questo né quello.

Il sei volte ripetuto “ni eso”, mediante frecce, dice relazione a determinati beni del “suelo”, ricchezze, gaudio, sapere, consolazione, riposo (poser, gozo, saber, consuelo, descanso); mentre i sei “ni esotro” alla stessa maniera si riferiscono ad altrettanti beni indicati quasi con gli stessi nomi, ma “del cielo”: gloria, gaudio, sapere, consolazione, riposo.

 

Nell’ultimo tratto del sentiero di mezzo troviamo scritto: “ed anche nel monte nulla” (au en el mote nada), e fuori del sentiero, sopra i “ni eso”, e i “ni esotro”, e conseguentemente sopra i beni del “suelo” e del “cielo”, leggiamo a destra: “quanto più ho voluto cercarne, con tanto meno mi sono ritrovata” (quato mas buscar lo quise cotato menos me hallé. Quato mas tener lo quise contanto menos me hallé). 

Verticalmente a destra: “quanto meno lo cercavo, ebbi tutto senza cercarlo” (quando menos lo quería, téngolo todo sin querer).

Verticalmente a sinistra: “Quanto già non lo cercavo, ebbi tutto senza cercarlo” (quando ya no lo quería téngolo todo sin querer).

 

In basso a destra e a sinistra e in mezzo ai tre sentieri, sono scritti i versetti, distinti in due gruppi, che spiegano tutto il simbolismo del Monte:

 

   

- l'altipiano

 

Il sentiero di mezzo termina all’esterno di una piccola circonferenza formata dalle parole “introduxi vos in terram Carmeli ut comederetis fructum ejus et bona illius. Hier. 2”, nel cui centro sono scritte parole di solitudine e di gloria: “solo dimora in questo monte l’onore e la gloria di Dio” (solo mora en este monte honra y gloria de Dios).

Poi quasi a corona più ampia: “pace, gaudio, letizia, diletto, pietà, carità, fortezza, giustizia”. Posto preminente e centrale occupa la sapienza scritta verticalmente (paz, gozo, alegria, deleite, sabiduria, justicia, fortaleza, charidad, piedad,).

 

È quindi una corona di virtù, doni e frutti dello Spirito Santo. All’esterno di questa corona, dall’una e dall’altra parte, si legge una affermazione di superamento e di liberazione: “nessuna cosa mi esalta, nessuna cosa mi rattrista” (no me da glia nada. No me da pena nada).

Più sopra, rasente il margine del Monte, un’ultima scritta: “qui già non vi è sentiero perché per il giusto non vi è legge, egli è legge a se stesso”  (Ya por aqui no hay camino por q para el justo no hay ley el pa si es ley).

 

Dopo aver letto così il Monte, una parola di spiegazione è superflua. San Giovanni della Croce in un gioco espressivo, di linee e di frasi, ci ha dato tutta una sintesi di quella dottrina che, quando tracciava il rude disegno, non aveva ancora sviluppato nelle sue Opere, ma che aveva ben chiara nella sua esperienza vissuta.

 

Il sentiero del nulla, e solo esso, salendo ripido il Monte Carmelo, conduce all’altipiano solitario dove “solo dimora l’onore e la gloria di Dio”.

Ma per raggiungere la vetta dell’unione bisogna sapersi staccare dai beni terreni, “del suelo”, ed anche da quelli spirituali, “del cielo”. Bisogna saper dir di no a tutto quello che non è Dio. Perché quando si cerca quel che non è Dio si stringe il nulla, “quanto più volevo averne, con tanto meno mi ritrovai”, afferma l’anima che ne ha fatto l’esperienza.

 

Bibliografia essenziale: EDMONDO DELLA PASSIONE, Il “Monte” di San Giovanni della Croce, in Sanjuanistica, Roma 1943, pp. 3-24; CRISOGONO DI GESU', Vita di S. Giovanni della Croce, dottore mistico, traduzione dallo spagnolo di P. Ferdinando di S. Maria,  Roma 1984, p. 209-211;  PUTTINI F., Introduzione a San Giovanni della Croce, Roma 1987,  pp. 38-44.

 

IL DISEGNO TEMATICO DEL MONTE CARMELO


il dittico SALITA - NOTTE