N U O V I   M O D I


 argomento - prologo

 

Si parla di un sentiero mistico chiamato mistica esplorativa, perché mediante le tre virtù teologali -iniziativa divina- e con tre criteri esplorativi -risposta umana- Dio e il ricercatore di Dio, l’explorer ben disposto, già stanno realizzando una certa qual misteriosa comunione.

  

 

ARGOMENTO

 

 

1.    Tutta la spiritualità che esporrò in questo sentiero mistico [*] è contenuta nelle strofe della Notte Oscura, nelle quali viene spiegato il modo con cui l’explorer ben disposto, “ricercatore di Dio” [1], si avvia per nuove dimensioni non ancora esplorate nello spirito, per giungere “in una notte oscura” (N, poesia) alla “alta e sublime unione con Dio” (N, prologo), scopo ultimo e definitivo della vita cristiana e umana. 

 

2.    Si parla di un ricercatore di Dio, perché sotto l’impulso dello Spirito, “con determinazione si converte a servire Dio” (1N 1,2).

Due occhi tersi e inoffensivi dirigono e orientano il suo cammino nel sentiero mistico, “sentiero di perfezione” (2S 7,3), gli occhi del Buon Pastore: Cristo, Mistero e Sacramento universale di salvezza e Redentore dell’uomo.

 

3.     “Lo spirito puro” (CB 1,22) che è riuscito a guardare questi occhi limpidi, poiché non vi era in lui la contraddizione della lingua (cf 2N 16,13), si chiama San Giovanni della Croce. È il Maestro e Padre nella Fede che li ha indicati come gli occhi dell’Angelo buono a coloro che avranno la felice ventura di passare “per il sentiero della oscura contemplazione” (2S 7,13).

 

4.    Quando il “ricercatore di Dio” ha posato lo sguardo su queste due modalità gemelle, con meraviglia scopre che già da tempo guidavano e guadavano con lui il fiume della storia, quando già oltrepassato era l’effimero tramonto: la prima parte della notte da tempo superata.

A questi due occhi limpidi “come fuoco” (Ap 1,14), “Cristo dagli occhi belli”, come venivano chiamati dalle consorelle di Santa Teresa d’Avila, va l’atto di culto del “ricercatore di Dio”. In realtà sempre sono con lui per orientare i suoi passi verso le nuove dimensioni spirituali della seconda parte della notte. 

 

5.    Le strofe sono state poste qui tutte insieme perché saranno punto di riferimento per la esposizione della mistica esplorativa e perché il lettore abbia sotto gli occhi la sintesi, “veda tutta la sostanza” (S, argomento), di quanto verrà esposto nelle tre parti dottrinali che seguono: teologia mistica; dinamica mistica; mistica in evoluzione.

Queste strofe iniziano con uno sguardo di meraviglia, prendendo spunto dalla meraviglia dello stesso Dottore Mistico: “Desta grande meraviglia” (2N 5,7).

 


 

 PROLOGO

 

 1.      Per spiegare e far comprendere la natura del sentiero mistico, attraverso la quale il “ricercatore di Dio”, l’explorer ben disposto passa per giungere alla divina unione con Dio, si fa riferimento a quella teologia mistica già magistralmente tracciata dall’esperto explorer, il nostro Santo Padre Giovanni della Croce.  Il nostro esploratore, “un proficiente”, seguendo l’esempio “di altri” (2N 16,8), si inoltra nel sentiero mistico “sentiero angusto” (2S 7,7) e stretto della vita eterna, perché condotto da Dio e “solo per amore di Lui” (1S 1,4).

 

 2.     Nell’esercizio spirituale di questo sentiero mistico, lasciando lo stato dei principianti, “proprietà dei piccoli” (1N 1,2), il nostro protagonista per “grazia di Dio” (1N 1,2), progredisce nelle vie dello spirito, lo stato dei proficienti che ormai “è dei contemplativi” (1N 1,1).

Per questa via dello spirito, chiamata via illuminativa, il nostro protagonista, “per mezzo di una oscura e pura contemplazione (2N 3,3), si protende allo stato “dei perfetti, che è quello della divina unione dell’anima con Dio(1N 1,1).

 

3.   In questo mirabile sentiero mistico, definito mistica esplorativa sanjuanista, il nostro protagonista sta realizzando la mistica in evoluzione, il punto vertice e di novità di queste pagine, alla quale i punti precedenti, teologia mistica e dinamica mistica sono orientati. Questa mistica in evoluzione sarà poi attualizzata nella sintesi finale.

 

4.     Questo sentiero mistico, via spirituale insegnataci da Cristo stesso, viene percorsa dal “ricercatore di Dio” con tre atteggiamenti teologali che dispongono alla “divina unione con Dio (1S 2,1): speranza, fede, carità. Ora, queste tre virtù, doni infusi da Dio, dipongono perché sono in atto esistenziale nei tre criteri esplorativi, che subito diremo.

 

  • Primo criterio esplorativo: nella “speranza (2S 6,3), che ha per oggetto ciò che non si possiede, l’explorer entra nel mistico fascino “che non ha modo (2S 4,5), di echi trascendenti del tutto e del nulla, del todo y nada di San Giovanni della Croce: “per giungere al tutto, non cercare il gusto in niente… (1S 13,11-13).
  • Secondo criterio esplorativo: in una vita “conforme alla fede (CB prologo 2), “al buio, come di notte (1S 1,1), l’explorer sale il Monte con ordine e soavità, abnegazione e purezza (2S 17,2-2S 7,5), due coordinate mirate che più avanti presenteremo.
  • Terzo criterio esplorativo: solo per amore di Dio, “solo per amore di Lui” (1S 1,4) l’explorer vive nella costante abnegazione evangelica, che è attitudine teologale ai “nulla” (1S 13, 2-13).

 

5.     Questi tre criteri esplorativi unitamente alle tre virtù teologali, anzi, le tre virtù teologali in atto nei tre criteri esplorativi contengono, pertanto, la nostra mistica in evoluzione, mediante la quale lungo questo sentiero mistico, l’explorer si dispone alla unione con Dio.

 

6.     Ecco perché si parla di sentiero mistico come via teologale; come mistica in evoluzione; come sequela Christi [4]; perché in questo modo di vivere, “che non ha modo” (2S 4,5), il nostro protagonista si va trasformando; distrugge, a poco a poco, un vecchio vestito, “habitus” di un “vecchio uomo” (2N 16,4), proprio mentre si va vestendo a nuovo: toglie una “vecchia pelle” (2N 13,11) perché già quella nuova vive. Non si potrebbe, infatti, togliere qualcosa, se prima non si incomincia a mettere qualcosa d’altro, a porre in atto un “dono divino” di novità, di grazia.

 

7.     Poiché “Cristo è la via (2S 7,9), Dio al modo di amorosa madre (1N 1,2), sospinge il “ricercatore di Dio” a camminare con i suoi piedi, (cf 1N 12,1) nella “ammirabile dottrina (2S 7,4), affinché “perdendo le qualità di bimbo, si applichi a cose più grandi e sostanziali (1N 1,2; cf 1N 8,3; 12,1).

 

8.     In questo mistico modo di vita, nel sentiero mistico, l’explorer diventa, a poco a poco, “spirito puro ben disposto verso Dio (CB 1,22).

 

         Segue la Spiegazione delle Strofe.

 

  • Strofa - I: Teologia mistica
  • Strofa - II: Dinamica mistica
  • Strofa - III: Mistica in evoluzione

 

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[*] Si usa la parola "mistica" - dall’aggettivo greco mysticós, relativo al concetto di segreto - come spiegata da Benedetto XVI: "La parola mistica esprime il cammino dell'anima verso Dio" (BENEDETTO XVI, Udienza Generale, 14 maggio 2008).

 

[1BENEDETTO XVI, Sacramentum caritatis. Esortazione Apostolica, Febbraio 2007, 80. 

 

[2SAVERIO CANNISTRA', Praepositus ocd, “Camminare sui sentieri della mistica”, Recensione, in Toscana-Oggi, Settimanale Cattolico delle Diocesi della Toscana, 11 Gennaio 2009.

 

[3]  Narrazione simbolica: cf G. CASTRO MARTÍNEZ, Simbolismo e linguaggio nella mistica cristiana, in Sentieri illuminati dallo Spirito. Atti del Congresso Internazionale di Mistica, Roma 2006.

 

[4B. MORICONI, Il Cristo centro dei mistici cristiani, in Mistica Carmelitana. Sviluppo umano in Dio, Roma 2006, 127.

 

  

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