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T R I T T I C O


 

Tre Articoli scritti per la Rivista

 LA STELLA DEL CARMELO 

 2000/1 - 2001/2 - 2009/1

 

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NEL SENTIERO OSCURO PER NUOVE DIMENSIONI


  

Vengono riportati qui di seguito alcuni passaggi di tre articoli  scritti per La  Stella del Carmelo, Rivista di Cultura Spirituale dell’Istituto di Spiritualità Santa Teresa di Gesù Bambino dei Carmelitani Scalzi di Pisa.

  • Il primo articolo: «La salita del monte in san Giovanni della Croce» (2000/1), introduce ai due trattati distinti Salita del Monte Carmelo e Notte Oscura di San Giovanni della Croce.
  • Il secondo articolo: «La preghiera contemplativa» (2001/2), introduce al mistero della preghiera cristiana, quarta parte del Catechismo della Chiesa Cattolica.
  • Il terzo articolo: «Giovanni della Croce: atteggiamento  contemplativo nella Chiesa» (2009/1), mette in luce  le nuove dimensioni contemplative che si disvelano gradualmente nel "tratto con Dio nello spirito" (2S 17,5). 

Come un trittico, i tre articoli introducono in forma lineare alla teologia mistica Giovanni della Croce; costituiscono un primo approccio al libro: «Il sentiero mistico di Giovanni della Croce. Mistica esplorativa nel nuovo millennio» (Edizioni Nerbini Firenze 2008).

 

       



 

LA SALITA DEL MONTE

         IN SAN GIOVANNI DELLA CROCE

 

- La Stella del Carmelo 2000/1 -

 

  

Creato per amore da Dio, l'uomo è destinato all'unione di quest'amore, mediante un cammino di recupero, di graduale interiorizzazione, che dal più esterno va al più interno, la vita, dello spirito.

 

 

- un sentiero mistico

 

Creato per amore da Dio, l'uomo è destinato all'unione di questo stesso amore, mediante un 'cammino' di 'recupero', di graduale interiorizzazione, che dal più esterno, la vita dei sensi, va al più interno, la vita dello spirito; "affinché, scrive il Santo, andiamo dal meno al più e dal più esterno al più interno fino a giungere al raccoglimento intimo dove l'anima si unisce a Dio" (2S 12,1).

 

Il progetto di grazia della "Salita" sta tutto qui: nella «unione con Dio» (1S 1,3) a cui l'anima si dispone con "la purezza e I'amore" (2S 5,8).

Mediante la "Salita", divisa in tre libri, S. Giovanni della Croce, vero mistagogo, mostra come Dio introduce e conduce l'uomo nel suo mistero eterno di amore.

 

"Salita", quindi, come 'cammino ' mistagogico o mistico sentiero della purezza e dell'amore che introducono al mistero di Dio. Un cammino che si traduce in «notte oscura» (1S 2,1), per coloro, precisa il Dottore Mistico, "che hanno avuto da Dio la grazia di essere stati posti sul sentiero che conduce alla cima del monte" (S, prologo , 9). Cima del monte «che è la vetta dell'unione» (1S 13,10).

 

 



 

LA PREGHIERA CONTEMPLATIVA

 

La Stella del Carmelo 2001/2 -

 

 

  

Ogni metodo di meditazione ha lo scopo di favorire la preghiera contemplativa: insegnare a guardare, amorosamente, quel Dio che si è manifestato ed ha parlato a noi  nel suo Figlio Gesù.

 

 

 

- uno stato interiore, segreto e delizioso

 

Si parla della preghiera contemplativa come di quella forma di preghiera mediante la quale “in numerose anime devote - scrive Giovanni della Croce - Dio fa sentire la sua presenza in molte maniere, recando loro diletto e gioia” (CB 11,3). Viene qui affermato che, come risposta alla grazia, la preghiera contemplativa conduce il cristiano nel dialogo con il Dio vivente che, con i figli dell’uomo, “si intrattiene” (DV 2), donando loro diletto e gioia.

 

Basti pensare all’esperienza dell’Eden che, letteralmente, significa “giardino  della delizia”, dove il Signore, nel passeggiare “alla brezza del giorno” (Gen 3,8), manifesta la sua “delizia” (Pr 8,31) nell’intrattenersi con i progenitori in affettuosa amicizia. In questo contesto Eden indica la dimensione segreta e deliziosa ove essi sono attratti dal passaggio della brezza divina.

 

In questo stato interiore e segreto “dello spirito”, assai delizioso per il divino Diletto, Giovanni della Croce insegna che, prima della caduta, “i nostri progenitori avevano un sempre maggior sapore nella contemplazione di Dio” (3S 26,5). Nella contemplazione perfetta l’anima “recupera lo stato di innocenza che vi era in Adamo” (2N 24,2) e in questa condizione “l’esercizio dell’orazione e del tratto con Dio è tutto esercizio di amore” (CB 28,9).  

 

 



 

GIOVANNI DELLA CROCE:

ATTEGGIAMENTO CONTEMPLATIVO NELLA CHIESA

 

- La Stella del Carmelo 2009/1 -

 

 

L’atteggiamento contemplativo del Carmelo Teresiano si propone la ricerca dell’essenziale evangelico: il culto nello spirito e lo svela, "con intera fede", nel "tratto con Dio nello spirito".

 

 

- due occhi belli nell’interno disegnati

 

In una vita "conforme alla fede" (CB prologo 2), "al buio, come di notte" (1S 1,1), il ricercatore ora "ben disposto verso Dio" (CB 1,22) scopre, con meraviglia, due occhi belli che tiene "nell’interno disegnati" (CB 12,5): ordine e soavità; abnegazione e purezza.

 

Con "ordine e soavità" (2S 17,2) sale la scala dalla "música callada" (CB str 15) dei famosi "nada" (1S 13,11 13), come di alta e tersa verticale, e inizia a esplorare le nuove dimensioni della via di contemplazione, "così solitaria e segreta" (2N 25,2).

Con "abnegazione e purezza" (2S 7,5) prende visione del "primo precetto" (2N 11,4) e, nel continuo "tratto con Dio", entra nella mistica "soledad sonora" (CB str 15) di echi trascendenti, anche se di suoni arcani del todo y nada (1S 13,11-13).

 

A questi due occhi limpidi, «come fuoco» (Ap 1,14), Cristo dagli occhi belli "nell’intermo disegnati" (CB 12,5), è diretto l’atto grato del ricercatore di Dio. Proprio si addice al nostro explorer il titolo "ben disposto" (CB 1,22), poiché con

l 'ausilio di questi due "occhi belli" si avvia con mirabile progressione "por nuevos caminos" (2N 16,8).