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E M P A T I A


(Sintesi: Avv. Debora Lazzarini)

 

Incontro 20 novembre 2017 

Padre Innocenzo Francini ocd

 

In questo primo incontro P. Innocenzo ha affrontato il tema dell’Empatia, come primo capitolo di un libro o meglio di un opuscoletto composto da tre capitoli: 1) Empatia; 2) Unione con Dio; 3) Contemplazione; queste tre parole esprimono tre realtà fondamentali per un cristiano, realtà che sono non solo da conoscere, ma soprattutto da vivere in collegamento l’una con l’altra.

 

 1. Empatia

Il tema dell’Empatia è stato affrontato (pur essendo considerabile anche in altri contesti di natura diversa: psicologico, filosofico, estetico, storico ed esperienziale) nel suo contesto Teologico con riferimento al pensiero della santa carmelitana Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein), discepola del fenomenologo E. Husserl, e precisando all’ascoltatore che non si tratta ovviamente di un discorso rifinito e completo, ma piuttosto un introduzione con lo scopo di accennare ai molti temi “chiamati in causa” e con l’idea di approfondire appena  un po’ solo qualche argomento. 

 

- Empatia come “parola” e “concetto

 

Prendendo in considerazione l’empatia come parola, vediamo come questa derivi da una parola greca composta da: 

 

en  e pateia 

 

che significa “provare” (sperimentare) “dentro” (nel proprio intimo), perciò si può dire che proviamo empatia ogni qualvolta sperimentiamo e viviamo dentro di noi i sentimenti di un altro, quindi le sue gioie, i suoi dolori, le sue attese, le sue delusioni, le sue speranza, i suoi progetti ecc …

 

Prendendo in considerazione l’empatia come concetto, questa ci fa “vibrare all’unisono” con l’altro,  ci “immedesima” con l’altro: e, pertanto, significa non solo porsi presso l’altro, accanto all’altro, ma quasi identificarsi con l’altro. 

La traduzione italiana del termine greco potrebbe essere infatti “immedesimazione”, e appunto quasi identificazione con l’altro ( Il Verbo eterno non solo è venuto fra noi, ma si è fatto uno di noi!).

 

P. Innocenzo per precisare meglio il concetto di Empatia si è riferito a tre testi di Edith Stein: 

 

1/  testo  a proposito del dolore: “un amico viene da me e mi racconta che ha perduto suo fratello e io mi rendo conto del suo dolore. Che cosa è questo rendersi conto? Non mi interessa qui capire su che cosa si fonda il suo dolore o da che cosa io lo deduco. Forse il suo volto è sconvolto e pallido, la sua voce è rotta e priva di suono o forse esprime il suo dolore anche a parole: tutto ciò può naturalmente venire indagato, ma qui non ha importanza per me. Non per quali vie arrivo a questo “rendermi conto”, ma che cosa è in se stesso, questo è ciò che vorrei sapere”(EIN 55 -57).

 

2/  testo a proposito della gioia: “ ci rallegriamo per uno stesso evento ma non si tratta del tutto della stessa gioia che ci riempie; forse all’altra persona la cosa gioiosa si è dischiusa in modo più ricco e, empatizzando, colgo questa differenza, empatizzando giungo a quei lati della cosa gioiosa che sono rimasti nascosti alla mia propria gioia. Questo accende la mia gioia e solo in questo momento ha luogo la piena coincidenza con la gioia empatizzata. Lo stesso può accadere agli altri e così, empatizzando, arricchiamo il nostro sentire” (EIN 72).

 

3/ testo a proposito del nostro mondo interiore, nei giudizi che formuliamo: “è possibile che un altro mi giudichi in modo più giusto di quanto io non giudichi me stessa. Egli può accorgersi, per esempio, che quando faccio una gentilezza, mi guardo intorno in cerca di approvazione, mentre io stessa penso di agire per pura generosità. In questo modo empatia e percezione interna lavorano una accanto all’altra per dare me stessa a me” (EIN 167).

 

Nel contesto della vita cristiana, l’immedesimazione, non è solo un esercizio della riflessione, della meditazione o del desiderio o un ideale da perseguire, ma è prima di tutto un dono di Dio, in quanto il Battesimo ci ha ‘radicalmente immedesimati’ col Figlio di Dio (fatta salva sempre la distinzione).

 

 

2. Molteplici  applicazioni

 

L’Empatia ha molteplici  applicazioni: empatia umana, empatia cristiana, empatia materna/mariana; empatia umano-divina (Gesù); empatia celeste.

 

Per brevità di tempo consideriamo solo l’empatia umano-divina, quindi, quella di Gesù e distinguiamo: l’Empatia di Gesù; l’Empatia per Gesù.

 

Riguardo all’Empatia di Gesù, P. Innocenzo ha organizzato il discorso distinguendo tra “allora” ed “ora”, ricorrendo così a due avverbi di tempo:

  • con “allora” si indica l’empatia che Gesù ha vissuto e praticato al tempo in cui è vissuto e ricavata dalle indicazioni dei Vangeli, distinguendosi in ciò che Egli ha fatto (vedi i Miracoli) e in ciò che Egli ha detto (vedi Parabole, Discorsi, Sentenze)
  • con “ora” ci si riferisce a Gesù quale nostro contemporaneo che agisce oggi soprattutto nei Sacramenti (in modo particolare nell’Eucarestia), come pure nel Magistero della Sua Chiesa.

 

Riguardo all’Empatia per Gesù  possiamo ugualmente ricorrere ai due avverbi di tempo sopra indicati:

  • con “allora” possiamo riferirci agli atteggiamenti delle  folle e dei singoli descritti nei Vangeli che sperimentavano il fascino di Gesù, lo condividevano e lo approvavano nel comportamento e negli insegnamenti
  • con “ora” possiamo rivolgere lo sguardo alla storia della Chiesa e vedere come in particolar modo i Santi abbiano colto e assimilato l’intimo del Signore; un esempio fra tutti le Preghiere di Santa Teresa  con cui si intratteneva col Signore proprio su ciò che passava nell’intimo del Maestro.

 

A conclusione dell’incontro, P. Innocenzo ha rilevato come si impongano per noi tre modalità principali di fronte al Signore: ossia ascoltarlo attentamente e assiduamente, pregarlo spesso e consapevolmente; seguirlo sempre e generosamente.