G I O V A N N I   P A D R O N I



B E L L E Z Z A   


 E   G I O V A N N I  D E L L A   C R O C E

Se con lo scrittore e pittore tedesco naturalizzato svizzero Herman Hesse, Nobel per la letteratura con interessi nelle filosofie orientali, arte significherebbe mostrare anzitutto il divino dentro ogni cosa, con riferimento al soprannaturale San Giovanni della Croce, nel Cantico Spirituale, collega e intesse in maniera straordinaria bellezza, grandezza, sapienza e virtù per un uomo in perenne ricerca, sempre su “nuevos caminos”.

 

(p. 201)

Se la fotografia aiuta a meglio penetrare una bellezza dell'universo che risuona anzitutto nell'estetica del platonismo cristiano, visibile agli occhi oltre che all'anima, per questa strada il fotografo può sperimentare un'esaltante integrazione tra il corpo e lo spirito, "conoscendo" il mondo mediante l'eterna bellezza del Creatore. Emblematicamente ciò è esaltato nella memoria del Cantico Spirituale di San Giovanni della Croce in cui le cose non materiali sono conosciute dall'anima attraverso la Creazione visibile e invisibile. 

(p. 279) 


 

 

 

Giovanni Padroni, nato e cresciuto in Toscana, terra che fin dall'antichità ha sedotto artisti e viaggiatori, s'interroga con ammirazione e stupore, attraverso molteplici chiavi metodologiche, sulle relazioni tra la fotografia e una bellezza ricca di carature estetiche ed etiche.

 

Dichiara di essere affascinato dalla riscoperta dei frutti della bellezza, preziosi per sollevarci dalle debolezze della nostra umanità. E attribuisce alla fotografia, originale e prezioso strumento di ricerca, la capacità di far riflettere in termini culturali anzitutto indagandone, in profondità, significati e significanti.

 

Padroni è consapevole che le rappresentazioni hanno gradualmente perduto i peculiari caratteri unificativi cedendo a frammentazioni e contaminazioni postmoderne, spesso "liquide": risposte ad una modernità che ha impregnato a lungo l'universo estetico e socio-economico, da non intendersi in senso meramente cronologico ma piuttosto assiologico.

 

Appassionato costruttore d'immagini, innamorato della fotografia prima che fotografo, è impegnato a fissare, oltre all'essere umano e ai suoi sentimenti, forme e oggetti della natura. E a cercare di evidenziare e condividere, con modalità anche concettuali, qualcosa che già esiste nella sua mente: verso una fotografia caratterizzata da identità multiple, eppure intesa come processo e segno di unità di vita, sintesi feconda di spirito e materia.

 

Padroni mai dimentica come dallo stupore e dall'ammirazione possa nascere la metafisica e come lo spirito sia sentiero privilegiato per accedere alla bellezza.

 

Vincitore di importanti concorsi fotografici e premiato per la creatività, ha presentato a New York immagini al Metropolitan Museum of Art, alla Columbus Citizen Foundation, all'Istituto Italiano di Cultura in occasione delle celebrazioni dell'Anno della Cultura Italiana. Sue opere sono state ospitate in prestigiose testate, mostre e antologie, esposizioni permanenti.

 

Commendatore della Repubblica Italiana, insignito dell'Ordine del Cherubino nell'Università di Pisa, giornalista pubblicista, membro di accademie e istituzioni culturali in vari Paesi, è autore di numerose pubblicazioni in campo scientifico e iconografico.

 

Nel suo curriculum una laurea con lode in Economia all'Università di Pisa, il ruolo di professore ordinario e Decano dell'Ateneo, la direzione del Dipartimento "Giannessi", la presidenza del Dottorato in economia aziendale e del Nucleo di Valutazione della Scuola Normale Superiore, attività di docenza e ricerca in Atenei italiane ed esteri nelle aree dell'organizzazione, dei beni culturali e ambientali, della fotografia.

 

E Padroni, in sintonia col suggerimento di Jan Kregel, ama spesso ricordare, anzitutto e se stesso, come l’economista dovrebbe essere interessato all’arte e alla bellezza, ricercatore appassionato d'idee, audace scultore di argomenti, eclettico e non convenzionale. Perché anche "miti" ed  "eresie" possono essere elementi creativi che si aggiungono sinergicamente alla moltitudine dei pensieri più tradizionali.  

PHOTO GIOVANNI PADRONI - PISA