L A   V I A   D E L L A   B E L L E Z Z A 


ORME PISANE NELLA SARDEGNA MEDIEVALE

G I O V A N N I   P A D R O N I


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Giovanni Padroni
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MUSEO DELLA GRAFICA

PALAZZO LANFRANCHI - PISA
20 luglio - 23 settembre 2018

 

Dal 20 luglio al 23 settembre 2018 si terrà al Museo della Grafica di Pisa la mostra “Orme pisane in Sardegna. Immagini di storia e di affetti”.
La mostra nasce dal ricordo e dalle emozioni del volume fotografico di Giovanni Padroni “Orme pisane in Sardegna” (1994), dedicato alla storia e alle memorie della città, inseguite e ricomposte attraverso le tante testimonianze di architettura romanica legata ad antiche maestranze pisane.


Un viaggio in Sardegna sentimentale, artistico e intellettuale che riesce a cogliere il significato più profondo del rapporto tra i segni della storia e le qualità del paesaggio, laddove la forza emozionale e poetica dell’immagine fotografica suggerisce e accende trame inattese e sorprendenti in una geografia di linguaggi e culture, uomini e idee. Ad accompagnare le splendide fotografie di Padroni sono i testi di autorevoli studiosi come Maria Laura Testi Cristiani e Marco Tangheroni, che ripercorrono tali legami in termini artistici, politici e culturali. E il viaggio sulle “orme pisane”, arricchito da pagine tanto belle, trova ulteriori complicità in alcuni disegni eseguiti in Sardegna nel 1978 da Fernando Vallerini, raffinato artista e conoscitore che a Pisa e al suo territorio ha lasciato altri titoli indimenticabili.


In esposizione al Museo della Grafica gli scatti del volume di Giovanni Padroni, riproposti in un suggestivo allestimento e con l’aggiunta di scatti inediti. Inoltre in mostra una selezione dei disegni di Fernando Vallerini conservati nelle collezioni del Gabinetto Disegni e Stampe dell’Università di Pisa, attraverso cui inseguire evocazioni e corrispondenze di antiche pietre. E la trama affettiva che le immagini trattengono e amplificano si arricchisce nel ricordo di Marco Tangheroni, della sua biografia intellettuale, di una grande eredità scientifica e umana – memorabile la mostra Pisa e il Mediterraneo – che ancora consente di pensare alla storia, e ai suoi paesaggi, come preziosa, irrinunciabile occasione per spiegare il presente.


La mostra è realizzata dal Museo della Grafica (Comune di Pisa, Università di Pisa) con la collaborazione della Società Storica Pisana.
Con il patrocinio del Centro di Studi Storici Mediterranei “Marco Tangheroni” e de Gli Amici dei Musei e Monumenti Pisani.
Un particolare ringraziamento al Rotary Club di Pisa, nel 1994 promotore (con il Rotary Club di Cagliari) del volume di Giovanni Padroni Orme pisane in Sardegna.



B E L L E Z Z A   


 E   G I O V A N N I  D E L L A   C R O C E

Se con lo scrittore e pittore tedesco naturalizzato svizzero Herman Hesse, Nobel per la letteratura con interessi nelle filosofie orientali, arte significherebbe mostrare anzitutto il divino dentro ogni cosa, con riferimento al soprannaturale San Giovanni della Croce, nel Cantico Spirituale, collega e intesse in maniera straordinaria bellezza, grandezza, sapienza e virtù per un uomo in perenne ricerca, sempre su “nuevos caminos”.

 

(p. 201)

Se la fotografia aiuta a meglio penetrare una bellezza dell'universo che risuona anzitutto nell'estetica del platonismo cristiano, visibile agli occhi oltre che all'anima, per questa strada il fotografo può sperimentare un'esaltante integrazione tra il corpo e lo spirito, "conoscendo" il mondo mediante l'eterna bellezza del Creatore. Emblematicamente ciò è esaltato nella memoria del Cantico Spirituale di San Giovanni della Croce in cui le cose non materiali sono conosciute dall'anima attraverso la Creazione visibile e invisibile. 

(p. 279) 


 

 

 

Giovanni Padroni, nato e cresciuto in Toscana, terra che fin dall'antichità ha sedotto artisti e viaggiatori, s'interroga con ammirazione e stupore, attraverso molteplici chiavi metodologiche, sulle relazioni tra la fotografia e una bellezza ricca di carature estetiche ed etiche.

 

Dichiara di essere affascinato dalla riscoperta dei frutti della bellezza, preziosi per sollevarci dalle debolezze della nostra umanità. E attribuisce alla fotografia, originale e prezioso strumento di ricerca, la capacità di far riflettere in termini culturali anzitutto indagandone, in profondità, significati e significanti.

 

Padroni è consapevole che le rappresentazioni hanno gradualmente perduto i peculiari caratteri unificativi cedendo a frammentazioni e contaminazioni postmoderne, spesso "liquide": risposte ad una modernità che ha impregnato a lungo l'universo estetico e socio-economico, da non intendersi in senso meramente cronologico ma piuttosto assiologico.

 

Appassionato costruttore d'immagini, innamorato della fotografia prima che fotografo, è impegnato a fissare, oltre all'essere umano e ai suoi sentimenti, forme e oggetti della natura. E a cercare di evidenziare e condividere, con modalità anche concettuali, qualcosa che già esiste nella sua mente: verso una fotografia caratterizzata da identità multiple, eppure intesa come processo e segno di unità di vita, sintesi feconda di spirito e materia.

 

Padroni mai dimentica come dallo stupore e dall'ammirazione possa nascere la metafisica e come lo spirito sia sentiero privilegiato per accedere alla bellezza.

 

Vincitore di importanti concorsi fotografici e premiato per la creatività, ha presentato a New York immagini al Metropolitan Museum of Art, alla Columbus Citizen Foundation, all'Istituto Italiano di Cultura in occasione delle celebrazioni dell'Anno della Cultura Italiana. Sue opere sono state ospitate in prestigiose testate, mostre e antologie, esposizioni permanenti.

 

Commendatore della Repubblica Italiana, insignito dell'Ordine del Cherubino nell'Università di Pisa, giornalista pubblicista, membro di accademie e istituzioni culturali in vari Paesi, è autore di numerose pubblicazioni in campo scientifico e iconografico.

 

Nel suo curriculum una laurea con lode in Economia all'Università di Pisa, il ruolo di professore ordinario e Decano dell'Ateneo, la direzione del Dipartimento "Giannessi", la presidenza del Dottorato in economia aziendale e del Nucleo di Valutazione della Scuola Normale Superiore, attività di docenza e ricerca in Atenei italiane ed esteri nelle aree dell'organizzazione, dei beni culturali e ambientali, della fotografia.

 

E Padroni, in sintonia col suggerimento di Jan Kregel, ama spesso ricordare, anzitutto e se stesso, come l’economista dovrebbe essere interessato all’arte e alla bellezza, ricercatore appassionato d'idee, audace scultore di argomenti, eclettico e non convenzionale. Perché anche "miti" ed  "eresie" possono essere elementi creativi che si aggiungono sinergicamente alla moltitudine dei pensieri più tradizionali.  

PHOTO GIOVANNI PADRONI - PISA