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S T A R E   C O N   D I O


(Sintesi: Avv. Debora Lazzarini)

 

Incontri 2017 - 2018 

Padre Silverio Coletti ocd

 

 

 

Come riuscire a stare con Dio? Come liberarci dalle preoccupazioni dai desideri e dagli appetiti ? Come svuotare la scatola ? Appena ci mettiamo a pregare ci vengono in mente tutte e non riusciamo a pregare e a stare con Dio. Quello che ci viene in mente e ci impedisce di pregare e di stare con Dio sono le preoccupazione, i desideri, gli appetiti che ci mettono l’ansia, lo stress e le nevrosi.

 

 1. Le preoccupazioni

Vangelo di Matteo 6, 25 -34: esortazione a non affannarsi per i vestiti, per il mangiare, per il domani. Il Padre Vostro Celeste sa che ne avete bisogno. 

Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia e  tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. 

La Madonna ha avuto tante preoccupazioni ( nascita di Gesù, fuga in Egitto) però non si è mai staccata da Dio.

I° Lettera ai Corinzi 7, 32 -35. Paolo esorta a non avere preoccupazioni e questo per indirizzare  a ciò che è degno e tiene uniti al Signore senza distrazioni.

Bisogna risolvere in Dio. La prima preoccupazione deve essere stare con Dio. In  questo ci viene in aiuto San Giovanni della Croce con La Salita Del Monte Carmelo cap. 13,  3-7: I° coltivare un costante desiderio d’imitare Cristo; II° rinunciare a qualsiasi piacere si presenti ai sensi che non sia unicamente a onore e gloria di Dio.

Salita Del Monte Carmelo cap. 4, 1-3: essenziale per riuscire a stare con Dio è attraversare questa notte oscura che consiste nella mortificazione dei sensi o appetiti e nella rinuncia ai piaceri al fine di incamminarsi verso l’unione con Dio.

Va però distinto il concetto del “distacco” o “abbandono” dal concetto di “privazione” come penitenza o digiuno.

Va poi distino il concetto del “ distacco dai piaceri” dall’ “uso” del corpo che è necessario per cui mangiare bisogna mangiare, bere bisogna bere ecc..

E’ necessario fare tabula rasa. Se vogliamo che Dio stia con noi e noi con Dio, la tavoletta va raschiata.

Il cammino è impegnativo, ma serve per passare da una religione semplicistica di qualche preghierina e rosario ad una fede matura e seria.

Ciò che impedisce di andare a Dio sono le preoccupazioni. Siamo presi dagli affanni, dallo stress, siamo nevrotici. Bisogna svuotare la scatola. Siamo pieni di desideri delle cosse terrene e quindi Dio non può entrare in noi.

Questo corso vuol essere come un centro benessere, non promette di risolvere i problemi, ma ci aiuta a metterli in Dio. Se rimettiamo tutto in Dio, anche le preoccupazioni diventeranno neutre.

Chi ha Dio con sé è sereno, vive giorno per giorno e fa delle belle dormite. Il Vangelo è un cammino che cambia la vita.

Bisogna fare un cammino di purificazione per rendere il nostro corpo capace di accogliere Dio.

 

 

 2. Svuotare la scatola

 

Vangelo di Matteo 5, 25-34: La donna tocca il mantello di Gesù e guarisce. Noi tutti i giorni tocchiamo Gesù nell’eucarestia e quando stiamo con Lui nella poltrona ( ossia quando ci isoliamo nel silenzio a pregare).

Perché non veniamo guariti? Perché la nostra scatola è piena e ci impedisce di stare con Dio, che è il massimo benessere per l’anima e per il corpo.

Come San Giovanni della Croce insegna, pratichiamo il distacco dai beni e dai desideri. Prima viene l’unione di volontà e poi l’unione contemplativa.

Ovviamente dobbiamo distinguere bene l’affezione alle cose dall’uso che serve dei mezzi che Dio ci ha dato, perché nutrirci dobbiamo nutrirci.

Bisogna capire quelle che sono le preoccupazioni che ci distolgo da Dio. Entrare nella Notte Oscura, perché senza la notte Dio non può entrare in noi.

Ma prima di tutto dobbiamo avere l’ansia per Dio come si legge nella prima strofa della notte…

Per ricevere Dio dobbiamo avere la stanza addormentata per cui nessuna sensazione umana ti da più noia.

Dio è luca mentre ciò che è umano è tenebra e si oppone alla luce.

Quindi bisogna passare dal Naturale al Soprannaturale. Dall’amore umano all’amore soprannaturale, perché un conto è amare un figlio, il marito , la moglie in modo umano, altro è amarlo in Dio e con Dio. Se Dio ti da una persona da amare, e la ami in Dio allora la ami sempre anche quando umanamente non ti piace più. L’amore umano infatti è limitato.

Diventare soprannaturali vuol dire vedere e accogliere Dio nella propria vita e nella propria storia.

Quando si parla di distacco si parla di assopimento dei piaceri e dei sensi per fare entrare Dio.

Infatti il rapporto vero con Dio è l’essenza del Cristianesimo. Ci pertanto l’empatia sentire Dio dentro di noi, avere un rapporto con Dio che si perfeziona piano piano. La differenza tra Natura e sopra-natura e fondamentale per raggiungere questo.

Con il battesimo si ha questo cambio tra natura e sopra-natura. I genitori danno la vita terrena e il battesimo ci da la vita soprannaturale. E poi stando con Dio piano piano diventiamo soprannaturali. Stando con Dio ci allontaniamo da tutto ciò che è naturale e che impedisce di stare con Dio come lo stesso San Giovanni ci dice.

Gli appetiti, gli attaccamenti torturano e l’uomo attaccato agli appetiti ha le nevrosi; non si gode la vita perché non gli basta mai.

Rinunciare assopire gli appetiti è un bene perché gli appetiti ci torturano ci soffocano e con l’aiuto di Dio dobbiamo liberarci.

 

 

3. Gli appetiti affaticano l'anima. Tutti i mali e i problemi nascono dagli appetiti.

 

Salita Del Monte Carmelo Cap.6, p. 5. Quindi chi si priva degli affanni risorge a vita nuova e sperimenterà la gioia senza più “goccine” per stare calmo. Quindi ecco il centro benessere.

 

Chi ha Dio con sé non si preoccupa dei problemi.  Bisogna stare con Dio e chi sta con Dio dona e riceve amore perché Dio ti da amore vero! Non fisico! Stiamo con Dio.

 

Salita Del Monte Carmelo Cap.11, p. 1,2,3,4.  San Giovanni parla di appetiti volontari e ci insegna che non tutti gli appetiti sono ugualmente nocivi e ostacolano il progresso dell’anima.

Dobbiamo staccarci dagli appetiti volontari e per liberarci dagli appetiti volontari ci vuole l’atto di volontà.

Con la volontà dobbiamo staccarci da tutto ciò che ci affanna anche dalle più piccole cose e piano piano staremo con Dio.

Tra le imperfezioni abituali San Giovanni prende in considerazione “ il parlare molto” (vedi anche S. Teresa D’Avila). Quindi impariamo ad abituare la volontà.

 

Maria è la contemplativa per eccellenza, è l’esempio tipico di chi sta con Dio e fa la volontà di Dio. Distaccata da tutti si è offerta a Dio per noi. Maria è l’esempio tipico di questo corso di questo benessere che ci viene dato da Dio.

Liberarsi dai desideri sembra una rinuncia, una sofferenza, ma in realtà sono i desideri che ci danno l’ansia. Se vi liberate troverete il benessere la gioia e farete del bene agli altri.

Tutto il malessere sta negli appetiti nei desideri e negli attaccamenti.

Proviamo a liberarci col soprannaturale con Dio, perché la natura non aiuta.

Questo è il concetto di benessere con Dio perché con Lui troveremo la gioia la serenità nell’aspettativa della beata speranza. Solo Dio basta e da la gioia.

Anche con il nostro affetto pensiamo di aiutare gli altri e di essere aiutati con l’affetto degli altri, ma non ci illudiamo, non siamo Dio né gli altri lo sono.

Dobbiamo fare entrare Dio che ci libera da noi stessi e ci da la gioia e allora possiamo trasmettere questa gioia agli altri e la pace. Possiamo trasmettere Dio agli altri, ma non pensiamo di farcela noi a risolvere i problemi degli altri.

 

Ciò che conta è l’unione con Dio e con Dio l’amore verso gli altri che è un amore diverso da quello naturale come già si è detto.

 

 

4. Le imperfezioni abituali

 

Salita Del Monte Carmelo Cap.11, p. 4.  Un uccello non vola non solo se è legato ad un filo grosso ma nemmeno ad uno sottile e così noi non voliamo sia in presenza di difetti gravi dell’anima sia con piccole imperfezioni che ci impediscono di pregare perché appena iniziamo, ci vengono tutti i pensieri in mente.

Salita del Monte Carmelo Cap. 9, p. 3”tutto questo male e anche di più è causato contro la bellezza dell’anima dagli appetiti disordinati per le cose di questo mondo.”

Davanti a Dio potremmo essere in grazia piena e invece ci lasciamo appiccicare da tutti questi attaccamenti che ci fanno stare male e non siamo più quell’anima con cui Dio ci ha creato.

Se tutti i giorni stiamo con Dio piano piano ci accorgeremo di quanto facciamo schifo e allora Lui interviene, ci cambia e piano piano senza accorgercene diventeremo splendenti diventeremo a immagine e somiglianza di Dio. Non senza problemi, ma i problemi non ci attaccheranno.

Stare con Dio è il vero bene, ma se non ci stacchiamo anche dai fili più sottili non si arriva. Se ci agitiamo per qualche cosa allora vuol dire che non siamo staccati. Se ci stacchiamo dall’umanità, dai sentimenti, dalle cose, allora troveremo il benessere che guarisce tutto.

Ecco qual è il centro benessere, qual è la salute dell’anima e del corpo: Stare con Dio.

INNAMORATI DI DIO

 

Questo cammino porta a questo: a lodare e a magnificare Dio come Maria dinanzi al dono che ha ricevuto da Dio.